[Article] Petros Markaris e la lunga e calda estate del commissario Charitos
(Article d’origine, payant, à propos de son nouveau roman sorti en Italie sous le titre La violenza dei vinti)
Petros Markaris e la lunga e calda estate del commissario Charitos
Petros Markaris racconta la 19esima avventura del suo poliziotto
«Evaporato il marxismo, il grande problema di oggi è il declino dei partiti di sinistra in tutta Europa. Sono diventati partiti del sistema e combattono secondo le regole del sistema. Quando ero giovane, mobilitare la gente faceva parte della politica della sinistra. Adesso in Grecia le proteste sono limitate ad alcuni gruppi giovanili della sinistra e a pochi anarchici. Nel frattempo i prezzi dei beni indispensabili e necessari aumentano di giorno in giorno e le persone non riescono a pagare l’affitto delle proprie case. Tutti si lamentano, ma non c’è protesta vera»».
«Non parlerei di antisemitismo, ma di reazione contro la politica israeliana. Anche molti ebrei della comunità ebraica greca non sono d’accordo con questa politica, ma non sono antisemiti».
Quanto è diffuso il bullismo nelle scuole greche?
«Il bullismo è un problema di tutte le scuole in tutta la Grecia. Le facili vittime del bullismo sono soprattutto gli studenti che studiano discipline umanistiche. Sono considerati persone particolari, facili che meritano di essere attaccate. Nelle società in cui il denaro prevale come unico valore, molti membri delle giovani generazioni credono che la forza e il potere siano la via più semplice per il successo».
La Grecia oggi, dopo le varie difficoltà che ha attraversato, si trova sulle più alte vette come dice Fanis, il genero di Charitos, o è ancora negli abissi più profondi?
«La Grecia non è né negli abissi né sulle vette più alte. Il Paese ha raggiunto, 25 anni dopo la grande crisi finanziaria, una certa stabilità. Alla crisi finanziaria hanno fatto seguito la pandemia del coronavirus e la guerra in Ucraina, che hanno reso la situazione più difficile e complicata. Non viviamo in paradiso, ma siamo riusciti a fare qualche passo fuori dall’inferno».
Come valuta il commissario Charitos un mondo in cui le guerre, soprattutto quelle in Ucraina e in Israele rischiano di precipitarci nel terzo conflitto mondiale?
«Se avessi posto la domanda a Charitos, mi avrebbe detto: Mio caro amico, sono cresciuto all’indomani dell’occupazione nazista e della guerra civile in Grecia. Entrambi sono venute all’improvviso. Adesso tutti parlano di una terza guerra mondiale. Ciò che mi rende ottimista è che parlare impedisce di agire».
In questo romanzo il capo della squadra omicidi Antigone Ferleki che affianca Charitos, ha un ruolo molto importante. Ha voluto premiare l’abilità delle donne?
«Antigone Ferleki era diventata capo della squadra anticrimine di Atene nel precedente romanzo, La rivolta delle Cariatidi. I capi di tutte le squadre anticrimine delle forze di polizia greche sono uomini. Quando Charitos è stato promosso a capo del dipartimento di sicurezza dell’Attica, ho deciso di fare un’eccezione e mettere un’agente di polizia donna a capo della squadra anticrimine per sostituire Charitos. È così che Antigone Ferleki è diventata capo della squadra anticrimine. Avevo ragione, perché ha talento e successo.»
L’intelligenza artificiale che fa capolino anche nel suo romanzo, è un aiuto o un pericolo per l’umanità?
«Quello che posso dire adesso è che ho sentito il discorso del Papa sull’intelligenza artificiale al vertice del G7, e volevo applaudirlo. Sto approfondendo l’argomento».




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